IL MORGAGNI IN SCENA

08.12.2018

L'articolo è stato pubblicato sulla rivista online  "Scena" numero 93 della UILT

Gli ingredienti ci sono tutti: un grande scienziato del 1600, una coppia di popolani, un caso un po' "scottante", condito dall'ironia dell'amico medico e dalla religiosità della figlia suora.

"Un caso di Morgagni", commedia storica scritta da Serena Piccoli e messa in scena dalla compagnia "la Betonica" di Padova, fa rivivere uno dei più importanti scienziati del suo tempo: Il grande medico anatomista Giovanni Battista Morgagni, che nacque a Forlì il 25 febbraio 1682 e morì a Padova il 5 dicembre 1771, dove fu sepolto nella chiesa di S. Massimo. Famoso in tutto il mondo già in vita, autore di numerosissime scoperte sul corpo umano, Gian Battista Morgagni si laureò diciannovenne in filosofia e medicina a Bologna, dove fu allievo di A. Valsalva, ed ottenne la prima cattedra di medicina teorica a Padova, dove insegnò fino alla sua morte, avvenuta nel 1771.

La commedia prende ispirazione da un fatto realmente accaduto, che la Piccoli ha trovato studiando gli incartamenti dell'epoca: tale Giulia Ferrari vuole separarsi dal marito, Gian Antonio Buzzi, per presunta impotenza del coniuge. Questo accade nei primi due atti dello spettacolo, in cui compaiono solo i coniugi, in un continuo scambio di battute, scherzi, ammonimenti, improperi. Il giudice non si vede: è una voce fuoricampo, circonda la coppia e la schernisce. Si rompe la quarta parete, quella del pubblico, verso cui sono rivolti Gian Antonio Buzzi e Giulia Ferrari.

I due atti sono inframmezzati da un dialogo tra Gian Battista Morgagni e il suo amico Gian Domenico Santorini, sulle scoperte e le qualità del grande studioso. Gian Domenico Santorini è un po' invidioso, un po' benevolo, un po' sfacciato: invidia il grande collega e allo stesso tempo lo elogia. Il Morgagni invece appare in un altro stato: più tranquillo, rilassato, amichevole, ma mai aperto come il Santorini (si diceva che fosse uno studioso molto serio e che scherzasse poco).

Altro atto di grande rilievo è quello in cui compare Anna Antonia, primogenita del Morgagni, mandata in convento dal padre: i due discutono di scienza e religione, mostrano agli spettatori la differenza di pensiero dell'epoca, tra chi pensava che il mondo fosse opera di Dio e chi voleva studiarne e carpirne i segreti, la grande diatriba fra fede e scienza. Ricompaiono il Santorini e il Morgagni, passeggiando per le vie di Venezia: qui il Santorini si lascia andare ad un romantico sproloquio riguardo la sua amata città. Ritornano i coniugi: Giulia Ferrari non è ancora

soddisfatta dopo due perizie e perciò il tribunale di Venezia richiede l'aiuto del Morgagni. Si arriva all'ultima divertente scena, in cui tutto si sistemerà (forse).

Arricchito da musiche originali e da costumi che si ispirano alla moda dell'epoca (una tunica per gli studiosi, più semplici per la suora e i popolani), nello spettacolo sono presenti pochi oggetti di scena: una sedia, una panca per i coniugi, un rialzo per il Morgagni, le candele per Anna Antonia. Il resto è affidato all'immaginazione dello spettatore e alle luci, che contribuiscono a trasportare lo spettatore all'epoca del Morgagni, nell'aula del giudice, nel convento di Anna Antonia e a Venezia, tra le acque della laguna.

Lo spettacolo è già stato messo in scena dalla compagnia presso il teatro Falcone e Borsellino di Limena (PD) il 20 dicembre 2017 a porte chiuse, per la rassegna di teatro della UILT, con grande interesse da parte del pubblico. Inoltre il 25 febbraio è andato in scena la scena riguardante il dialogo tra fede e scienza fra Morgagni e sua figlia, nel cortile interno del MUSME (Museo di medicina dell'università di Padova). Il piccolo intervento è stato appositamente inserito all'interno di un percorso storico organizzato dall'associazione Enetikè, e ha visto la partecipazione di un buon gruppo di visitatori.

Infine, il 20 luglio 2018 è andato in scena alla sala civica europea di Ponte san Nicolò con un pubblico di oltre 200 persone, registrando un caloroso apprezzamento da parte di tutti. La compagnia continua a pubblicizzarne la realizzazione per rassegne teatrali, eventi comunali e nei vari teatri non solo di Padova e provincia, ma anche di Forlì e Cesena, dove il Morgagni nacque.